Ad oggi i pappagalli sempre più spesso sono considerati come animali da compagnia prediletti, sia per la loro semplice gestione anche in appartamento, sia per l’allegria che possono portare alle famiglie che li ospitano.
Ma non è tutto: un altro fenomeno coinvolge da vicino queste simpatiche creature, ovvero la vera e propria invasione in atto di diverse specie di pappagalli nelle grandi città degli stati del sud Europa. Anche in Italia si contano diverse città in cui vedere svolazzare alcuni pappagalli tra gli alberi non è più cosa rara.
In alcuni casi si è segnalato un vero e proprio allarme intorno all’invasione di diverse specie di pappagalli, e a livello europeo si è parlato anche un problema inerente alla distruzione di diverse piante da coltivazione. Vediamo qualche dato utile e qual è effettivamente l’entità di questa “invasione” di pappagalli.
In quali città italiane è stato riscontrato il maggior numero di pappagalli selvatici? Negli ultimi anni le segnalazioni sono arrivate da Roma, Napoli, Genova, diverse città della Puglia, ma non solo. E gli avvistamenti non risalgono solamente agli ultimi due anni: già dal 2016 se ne contavano.
Il British Trust for Ornithology ha individuato come, tra circa 300 specie di pappagalli che sono state effettivamente trasportate fuori dal loro habitat originario, almeno 75 specie si sono stabilite in regioni del mondo differenti, in paesi diversi. Tra questi spicca anche l’Italia.

Bisogna evidenziare quindi un’alta capacità di adattamento di queste specie alle nuove aree in cui si spostano, riproducendosi anche piuttosto velocemente. Molti Comuni italiani hanno avviato dei progetti di monitoraggio sulla quantità di questi animali presenti nelle città, sulle specie e sull’andamento della crescita della popolazione di pappagalli fuori dal loro habitat di origine.
Per fare un esempio, il Comune di Genova ha realizzato un monitoraggio nel 2022 in collaborazione con il Museo di Storia Naturale Doria, Arpal e Università di Genova, come riporta il sito ufficiale:
“Negli ultimi anni, i mutamenti climatici hanno favorito l’ingresso e la proliferazione di specie alloctone in diversi ecosistemi europei. Tra queste proprio i parrocchetti dal collare, originari dell’Asia e dell’Africa subsahariana, e le amazzoni, originarie del Sud America, costituiscono una necessità gestionale comune ad altre città italiane ed europee. Sono sempre più numerosi e, introdotti involontariamente dalla fine degli anni Settanta nei quartieri di Castelletto e di Albaro, hanno “colonizzato” progressivamente moltissime aree verdi della città.”
Se per gli appassionati di pappagalli vedere questi animaletti colorati in città può essere di buon auspicio, non è così per l’ecosistema, e anche per le coltivazioni.
Il proliferare di pappagalli al di fuori del loro habitat naturale non è un fattore positivo a livello di ecosistema: una causa è infatti l’aumento generale delle temperature, che favorisce l’adattamento in queste zone di animali originariamente tropicali.
I rischi connessi alla moltiplicazione di queste specie sul territorio italiano sono da individuare sia sulla vegetazione che sulla fauna del posto. Non è raro infatti che questi animali variopinti vadano ad intaccare le coltivazioni poco più esterne alle città italiane, prendendo di mira alberi da frutto di vario tipo.
Ma non solo: alcune specie di pappagalli possono diventare un pericolo anche per gli animali locali, ad esempio il picchio o i pipistrelli. Si tratta quindi di un rovesciamento dell’ecosistema che a lungo andare può provocare non pochi danni all’equilibrio naturale.
Va poi considerato che a loro volta questi pappagalli possono diventare facili prede per animali più grossi già presenti in Italia: pensiamo a gatti, gazze e volatili più grandi. La presenza dei pappagalli nelle città italiane più grandi può poi anche essere accompagnata dallo spostamento di altre specie animali, come i gabbiani, che a loro volta si stabiliscono in zone anche molto lontane dal mare o dalle aree di origine.

L’aumento dei pappagalli selvatici in città è sostenuto dall’innalzamento generale delle temperature nel nostro paese, ma riguarda da vicino anche altri stati europei, come Francia e Spagna. Ma le cause da cui è nato questo problema, quali possono essere?
Un primo importante punto da analizzare riguarda l’importazione di pappagalli dall’estero: sia per l’ingresso nelle case degli italiani in modo controllato sia, purtroppo, in modo illegale. La via del commercio quindi rappresenterebbe la causa primaria di questa presenza massiccia di pappagalli selvatici.
Generalmente infatti queste specie, provenienti dal sud America, non compiono viaggi così lunghi per spostarsi fino all’Europa. Questo accade quindi se trasportati dall’uomo, e liberati successivamente nell’ambiente per diverse cause.
Insomma, c’è lo zampino dell’uomo all’origine della diffusione di questi animali così tanto presenti oggi nelle città italiane. E l’andamento climatico continua a contribuire alla crescita del numero di esemplari sul territorio. Non resta che guardare tra i rami delle piante presenti in città, per avvistare qualche pappagallo verde!
Credits: Immagini create con Microsoft Bing AI