La legge dal 2026 imporrà l’obbligo di seguire un corso di formazione per tutti gli operatori e i proprietari di animali esotici. A specificare questa novità è un apposito decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore dal prossimo anno.
Questa novità coinvolgerà moltissime persone, tenendo conto che in Italia sono milioni gli animali esotici presenti nelle case e in cura nei centri specializzati. L’obiettivo di questa nuova disposizione è quello di consentire una formazione precisa sulla gestione di questi animali, che hanno origini lontane dal nostro paese.
Sulla questione circolano soprattutto sul web molti dubbi: chi dovrà frequentare questi corsi? Come si caratterizzeranno e quanto costeranno? Cerchiamo di fare chiarezza e rispondere a queste domande.
Prima di tutto possiamo individuare i destinatari del provvedimento, come da decreto del 3 aprile 2025 del ministero della Salute, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. I primi che dovranno seguire l’obbligo sono i proprietari di animali definiti come esotici:
“ai proprietari e ai detentori di animali da compagnia come definiti all’art. 4, paragrafo 1, punti 11) e 12) del regolamento (UE) 2016/429 che detengono animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche ricomprese nell’allegato I, parte B del regolamento, identificati e registrati nel Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia (SINAC) di cui al decreto del Ministro della salute 2 novembre 2023.”
Una indicazione articolata per cui è necessario individuare quali animali vi rientrano sfogliando le norme precedenti. Si fa riferimento quindi agli animali da compagnia, appartenenti a specie esotiche indicate dal regolamento europeo, ovvero: invertebrati, animali acquatici ornamentali, anfibi, rettili, volatili, mammiferi. Nella sezione dedicata ai volatili sono inclusi tutti quegli animali diversi da polli, tacchini, faraone, oche, anatre, quaglie, piccioni, fagiani, pernici e ratiti.
I pappagalli rientrano quindi appieno nella definizione di legge, per cui i proprietari (ma anche gli operatori e i trasportatori di questi animali) avranno l’obbligo di formazione dal 2026. Sono esclusi i soggetti che hanno già l’obbligo di formazione continua secondo norme differenti.
Vediamo ora quali saranno gli obblighi di formazione da seguire, secondo le disposizioni di legge. Il decreto specifica come dovranno essere strutturati e disposti i corsi di formazione, dando anche indicazioni su quali soggetti potranno erogarli:
Chi ha un animale da compagnia esotico dovrà quindi informarsi sui soggetti erogatori dei corsi presenti sul territorio, tenendo presente che l’obbligo partirà dal 2026. Le spese saranno quindi interamente a carico dei soggetti obbligati alla formazione, ovvero di proprietari, trasportatori e operatori.
L’obiettivo di questa norma è quello di aumentare la sensibilità di chi detiene questi animali sulla necessità di tutela degli stessi, anche in prevenzione della vendita illegale. I corsi verranno organizzati con il fine di dare informazioni ai partecipanti sulla normativa europea e italiana intorno a questi animali da compagnia, anche in merito alla conservazione della biodiversità, sulla sicurezza degli operatori e all’utilizzo dei farmaci.
I corsi tratteranno gli obblighi di sorveglianza e comunicazione per operatori e professionisti, ma anche quali sono le principali malattie di questi animali. Si parlerà di biosicurezza e di gestione e cura degli animali, inclusi la manipolazione e il trasporto. Verranno quindi affrontati argomenti a tutto tondo distinguendo la formazione specifica degli operatori da quella dei proprietari.
Potranno essere impiegati video webinar, libri di testo e documenti di sintesi. Al termine della formazione, verrà erogato un attestato di frequenza ai partecipanti, al seguito di un test per verificare l’apprendimento. Va ricordato che per il momento non ci sono ancora linee guida specifiche sui corsi erogati e sull’attuazione delle disposizioni, per cui si attendono aggiornamenti.
Le associazioni di categoria sono soddisfatte della nuova norma, che porterà maggiore consapevolezza intorno alla cura e alla gestione di animali esotici. Un punto a favore quindi di un miglioramento delle condizioni a cui questi animali purtroppo talvolta sono sottoposti, soprattutto nei casi di vendita o detenzione illegale. Siamo certi che una maggiore informazione su come prendersi cura di questi animali e prevenire eventuali malattie sia indispensabile per garantirgli una vita dignitosa.
Se intorno agli animali esotici ci sarà maggiore attenzione però, si possono aprire questioni rilevanti anche a proposito della cura di altri tipi di animali: pensiamo ad esempio a cani e gatti, spesso abbandonati con l’arrivo dell’estate o tenuti in contesti di trascuratezza. Non sarebbe forse il momento di rafforzare la cultura della cura anche per questi animali di compagnia, detenuti da un grande numero di persone in Italia? Legambiente denunciava nel 2023 almeno 85 mila cani abbandonati, una cifra che fa riflettere.
Un altro punto di incognita è il costo dei corsi di formazione: al momento non è ancora chiaro quali saranno le spese che proprietari e operatori dovranno sostenere, non sarebbe buona cosa introdurre qualche incentivo a riguardo? Per il momento si attendono disposizioni più specifiche e di conoscere quale sarà effettivamente il dispendio economico per i cittadini.
Articolo di Valeria Oggero
Immagine creata con Microsoft Copilot AI